Ti nascondi dietro un dito? 4 REGOLE per parlare come mangi

Ti è mai capitato di essere in una determinata situazione lavorativa, personale o sentimentale che vuoi assolutamente essere perfetta e funzionante ma che, in realtà, non lo é nonostante tu investa molta fatica e sacrificio?

In questo articolo ti mostrerò come non abbia mai senso raccontarsi una "storia" che non rappresenta la realtà...

Quante volte abbiamo vissuto la frustrazione silente di situazioni apparentemente perfette?

E quante volte abbiamo detto a noi stesse e a chi ci stava vicino che era proprio quello che volevamo?

Stare bene in una determinata situazione sia essa sentimentale, lavorativa o personale significa sentire che le cose scorrono in modo naturale senza resistenze, angosce o sacrifici dolorosi.

Purtroppo però quando si è coinvolti si è poco obiettivi soprattutto se la verità fa male e non corrisponde a ciò che vogliamo.

Lo stesso vale quando ci si riferisce a se stessi.

In certe situazioni non siamo in grado di vedere le difese che mettiamo in atto perché desideriamo talmente tanto che tutto proceda secondo i nostri piani che non possiamo rinunciarvi.

La conseguenza è che alcune persone si costruiscono vere e proprie fiction sulle quali basano poi ogni loro azione, pensiero o progettualità.

Ognuno è libero di fare ciò che vuole nella propria vita e sosterrò sempre la libertà di farlo, ma credo che alle volte non vedere e non accettare le cose come sono, volendo a tutti i costi che siano come noi le desideriamo comporta sofferenza, spreco di energia e molta perdita di tempo.

È giusto non accomodarsi nella vita, non mettersi in uno stato di attesa perché è necessario essere protagonisti delle proprie scelte e delle proprie azioni...

... ma è altrettanto necessario comprendere che ci sono cose che non possono essere cambiate direttamente da noi.

Faccio riferimento a tutti quegli eventi che accadono e basta e che entrano nella sfera della libertà altrui o quando si tratta di eventi che hanno a che fare con lutti o situazioni drammatiche non create da noi e su cui non abbiamo potere.

Quindi, come faccio a capire se mi nascondo dietro un dito?

È molto semplice.

Se racconti a te stessa e agli altri che tutto va perfettamente ma dentro di te in profondità senti che qualcosa stride, significa che non stai guardando la realtà com'è.

Ciò che ci fa bene non lascia strascichi e non insinua dubbi.

Se accade bisogna prestargli attenzione perché è un avvertimento per noi è per il nostro benessere.

Potrebbe aiutarti porti queste domande:

  • Sono felice in questa situazione (qualunque sia la tua)? Se la risposta è sì allora non hai problemi ma stai attenta a non raccontartela come vuoi! Se così fosse passa alle domande successive.
  • Sto analizzando in modo obiettivo la mia situazione? Questa è una domanda trabocchetto: non sarai molto obiettiva se ti stai raccontando una storia che non corrisponde alla realtà ma chiedertelo ti rende un po' più obiettiva che non farlo.
  • I risultati sono in linea con ciò che mi racconto? Qui devi essere sincera. É importante per te, per ciò che sei e per ciò che hai. Valuta sulla base di ciò che senti, non avere paura di dire a te stessa come stanno veramente le cose.
  • Come vorrei che fosse veramente? A questo punto puoi spaziare senza cadere nell'irrealizzabile (per quanto io creda ci sia molto poco di irrealizzabile nella vita) ma lascia che i pensieri costruttivi ti dicano che cosa vorresti di diverso per stare bene.
  • Che cosa posso cambiare e cosa, invece, non posso per migliorare la mia situazione? Questa é una domanda molto importante perché richiede concretezza, analisi e progettualità. É necessario non farsi travolgere dalla parte emotiva mentre si riflette su questa domanda perché dobbiamo attingere dalla parte più progettuale, pratica è realista di noi senza che quella emotiva prenda il sopravvento.

Mi rendo conto che non é facile osservare le cose per quello che sono, alle volte è drammatico ma sappi che se non lo fai tutto sarà sempre più difficile e faticoso.

La trasparenza rende tutto più semplice.

Detto questo, finalmente arriviamo alle 4 REGOLE.

È molto importante tenerle in considerazione soprattutto dopo essersi posti le domande qui sopra:

PRIMA REGOLA

Guardare in faccia la realtà affermando la verità a se stessi può fare male ma sarà sempre meno doloroso che non accettare e riconoscere le cose come sono.

SECONDA REGOLA

Raccontarsi una storia per non ammettere le difficoltà o le mancanze di una determinata situazione ci rende falsi di fronte a noi stessi e agli altri.

TERZA REGOLA

Se sei in una determinata situazione significa che ti ci sei messa: se non funziona, guarda le cose come sono e non raccontare solo come vuoi che siano.

QUARTA REGOLA

Fai sempre e solo riferimento a ciò che tu senti. Se stai male significa che c’è qualcosa che non va e che non ti fa bene. Quindi lavora su te stessa per stare bene, senza pretendere che cambi ciò che sta fuori (men che meno le persone).

Queste le 4 regole a cui ricorro quando sento che qualcosa nella mia vita "stride". 

Mi aiutano a ricordare l'importanza di guardare le cose con realtà anche se essa può far male.

Mi rendo conto che essere obiettivi non è sempre facile perché se vi sono delle false credenze che ci impediscono di affrontare la nostra vita in modo autentico e sincero, non riusciamo veramente a "parlare come si mangia".

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